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(12 Dicembre 2018)
Alba Adriatica - Torna in campo la consegna di pacchi alimentari
L'associazione De Finis distribuirą ben 400 cesti natalizi alle famiglie pił bisognose d'aiuto
ALBA - Per contrastare il problematico dato della povertà che, ormai, riguarda milioni di italiani, il prossimo Natale ad Alba sarà vissuto all'insegna della solidarietà rivolta verso numerose famiglie, in forte stato di difficoltà economica. Infatti, alla consueta elargizione di contributi pubblici in denaro prevista ogni anno nel Bilancio dell'ente municipale, a giorni entrerà in campo anche l'associazione Francesco De Finis Onlus di Alba Adriatica che si appresta a distribuire ben 400 pacchi alimentari ai nuclei familiari più bisognosi. Un importante aiuto che servirà a rendere meno amaro il fine anno nelle case di chi non ce la fa ad arrivare a fine mese e non può certo permettersi ulteriori spese per le imminenti ricorrenze, con regali, cenoni e quant'altro. L'iniziativa è in corso da qualche anno e la distribuzione dei cesti alimentari si basa su un elenco di soggetti che hanno chiesto sostegno al Comune ed alla stessa associazione De Finis che gestisce uno specifico sportello d'ascolto per problemi di natura sociale e psicologica, nell'ultimo decennio aumentati sempre più, a causa della lunga, se non infinita, crisi economica. Un momento mai immaginato prima, visto che la cittadina rivierasca era nota per il suo benessere, grazie al turismo, alla pelletteria (sorta nel 1949) ed al vivace comparto del commercio. Questi ultimi due fattori hanno però registrato un marcato declino, con decine di fabbriche e negozi chiusi. "La situazione -ha spiegato il presidente dell'associazione, Maurizio Ielo- resta molto complicata ed alla crisi economica, si affiancano sempre più forme di disagio psichico".

(10 Dicembre 2018)
Alba Adriatica - Natale sempre pił segnato dalla crisi economica
In ritardo le luminarie che arriveranno tra pochi giorni, a spese dei commercianti
ALBA - Natale all'insegna dell'austerità come annunciato dall'amministrazione comunale ed in linea con quelli vissuti nell'ultimo lustro. Infatti, lo scorso fine settimana che segna l'inizio del periodo natalizio nella cittadina costiera, a differenza dei tempi trascorsi, le vie del centro urbano non erano ancora addobbate, in attesa dell'installazione delle luminarie reperite, a loro spese, dai commercianti di viale Della Vittoria e via Mazzini. "Senza contributi comunali -hanno riferito alcuni esercenti- e per spendere anche il meno possibile, si cerca di allungare i tempi di utilizzo. Le luci pendenti -hanno poi affermato- saranno accese, comunque, entro questa settimana". Nel frattempo, durante i lavori del recente consiglio comunale i consiglieri di minoranza, della lista civica "Città Viva", hanno criticato il fatto di aver iniziato i lavori di riqualificazione in piazza IV Novembre, prima delle feste di Natale. L'aspetto non sarebbe stato gradito, provocando le rimostranze di una parte dei negozianti della zona che, al momento, operano in una situazione da lavori in corso, inoltre con un lato della piazza privo di parcheggi. L'amministrazione comunale, invece, ha rigettato tutte le critiche, replicando che la maggioranza dei commerciati è ben lieta degli interventi tecnici in atto e di sopportarne i disagi, specie dopo decenni di immobilismo. Tuttavia, l'atmosfera natalizia non suscita più particolare fervore ed entusiasmo nei gestori di attività commerciali, visto il calo evidente delle vendite, a causa della pungente crisi economica. Anzi, saranno feste velate dall'amarezza e dalla nostalgia. Infatti, il prossimo 31 dicembre sarà la data che segnerà la definitiva chiusura di uno storico e grande negozio albense (600 mq.), quale Casa Bella, esistente dal 1962. Non è un caso, se oggi nel centro urbano albense ci sono più negozi sfitti che occupati. All'inizio del Terzo millennio, l'associazione commercianti nel solo viale Della Vittoria contava l'adesione di ben 122 commercianti, mentre oggi si giunge ad appena 50 attività aperte.




(7 Dicembre 2018)
Alba Adriatica - Due hotel albensi favorevoli alla tassa di soggiorno
La presa di posizione agevola il percorso del Comune per introdurre l'imposta nel 2019
ALBA - Proposte favorevoli all'introduzione della tassa di soggiorno anche dal comparto degli operatori turistici che inducono a pensare che l'imposta verrà applicata a partire dal prossimo anno. A dar manforte ai sostenitori della gabella sulle vacanze, in maggioranza amministratori comunali ma anche molti cittadini, sono stati i gestori di due ben noti hotel albensi: Excelsior e Boracay, scesi in campo per dire sì al tributo, senza alcun dubbio. "Da operatori turistici- si legge in una nota- riteniamo che l'introduzione della tassa di soggiorno non si possa più rimandare. L'amministrazione comunale  sta dando segnali importanti sull'impegno per riqualificare la città e non possiamo pensare di non fare la nostra parte. Viaggiamo molto per lavoro -si osserva nella nota degli imprenditori turistici- e paghiamo ovunque la tassa di soggiorno, non vediamo perché chi viene in vacanza ad Alba Adriatica dovrebbe lamentarsi di ciò. Invitiamo tutti -si fa poi appello- ad agevolare l'amministrazione in questo percorso. Altri tipi di posizione sono, secondo noi, solo strumentali". Il concetto non poteva essere più chiaro e sintetico ma adesso bisognerà vedere cosa ne pensa il resto della categoria, visto che nella cittadina rivierasca sono presenti due associazioni di albergatori che raccolgono la gran parte delle circa 130 strutture ricettive aperte sul territorio. L'intervento per spingere all'applicazione della tassa di soggiorno, nel 2019, appare comunque un ottimo "assist" per l'esecutivo del sindaco Antonietta Casciotti per chiudere l'ingarbugliata questione, in ballo da 5 anni e sempre rinviata. Altri albergatori, invece, hanno chiesto che per istituire il contributo la località debba essere prima ammodernata ed abbellita.

(6 Dicembre 2018)
Alba Adriatica - Esborso colossale in vista per espropri mai pagati
Il 7 gennaio si aprirą la vertenza per stabilire la somma milionaria da rimborsare agli eredi
ALBA - A circa 40 anni di distanza, scatta il conto alla rovescia per  stabilire l'entità dell'esborso dovuto dal Comune albense nei confronti di privati, per espropri risalenti al 1979 e mai indennizzati. Il prossimo 7 gennaio, al Tribunale civile di Teramo (giudice Francesca Di Bari), si aprirà la vertenza per mettere la parola fine al lungo contenzioso, con la quantificazione della somma da pagare agli eredi dei proprietari terrieri espropriati, forti di una recente sentenza della Cassazione in merito al caso, in cui si evince che le aree private in questione dovevano essere liquidate al momento della stessa occupazione. La prospettiva per l'Ente municipale non è delle migliori, alla luce del conteggio milionario già presentato dalla parte richiedente il risarcimento, difesa dall'avvocato Stefano Flajani, pari a 12milioni di euro per gli anni che vanno dal 2005 al 2017. A questo conto salato, bisognerà poi aggiungerne dell'altro denaro, per il periodo che va dal 1979 al 2005. Potrebbe, quindi, emergere un saldo colossale, forse di ben oltre 25milioni di euro, tale da mettere in ginocchio il Comune che 40 anni fa, dopo accordi di programma per realizzare alcuni edifici, nonché l'odierna sede distaccata del Municipio, in via Bafile, non ha mai onorato il debito. Fino ad oggi le casse di Palazzo di città sono state sempre in attivo ma questa vicenda del passato è riemersa come un incubo, provocando non poche preoccupazioni all'amministrazione in carica che ha incaricato due studi legali associati. Infatti, a difendere il Comune rivierasco, per evitare un pesante tracollo finanziario che graverebbe per diversi lustri sull'intera collettività, saranno gli avvocati Danilo Consorti e Manrico Ciafrè.


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