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(7 Dicembre 2018)
Alba Adriatica - Due hotel albensi favorevoli alla tassa di soggiorno
La presa di posizione agevola il percorso del Comune per introdurre l'imposta nel 2019
ALBA - Proposte favorevoli all'introduzione della tassa di soggiorno anche dal comparto degli operatori turistici che inducono a pensare che l'imposta verrà applicata a partire dal prossimo anno. A dar manforte ai sostenitori della gabella sulle vacanze, in maggioranza amministratori comunali ma anche molti cittadini, sono stati i gestori di due ben noti hotel albensi: Excelsior e Boracay, scesi in campo per dire sì al tributo, senza alcun dubbio. "Da operatori turistici- si legge in una nota- riteniamo che l'introduzione della tassa di soggiorno non si possa più rimandare. L'amministrazione comunale  sta dando segnali importanti sull'impegno per riqualificare la città e non possiamo pensare di non fare la nostra parte. Viaggiamo molto per lavoro -si osserva nella nota degli imprenditori turistici- e paghiamo ovunque la tassa di soggiorno, non vediamo perché chi viene in vacanza ad Alba Adriatica dovrebbe lamentarsi di ciò. Invitiamo tutti -si fa poi appello- ad agevolare l'amministrazione in questo percorso. Altri tipi di posizione sono, secondo noi, solo strumentali". Il concetto non poteva essere più chiaro e sintetico ma adesso bisognerà vedere cosa ne pensa il resto della categoria, visto che nella cittadina rivierasca sono presenti due associazioni di albergatori che raccolgono la gran parte delle circa 130 strutture ricettive aperte sul territorio. L'intervento per spingere all'applicazione della tassa di soggiorno, nel 2019, appare comunque un ottimo "assist" per l'esecutivo del sindaco Antonietta Casciotti per chiudere l'ingarbugliata questione, in ballo da 5 anni e sempre rinviata. Altri albergatori, invece, hanno chiesto che per istituire il contributo la località debba essere prima ammodernata ed abbellita.

(6 Dicembre 2018)
Alba Adriatica - Esborso colossale in vista per espropri mai pagati
Il 7 gennaio si aprirā la vertenza per stabilire la somma milionaria da rimborsare agli eredi
ALBA - A circa 40 anni di distanza, scatta il conto alla rovescia per  stabilire l'entità dell'esborso dovuto dal Comune albense nei confronti di privati, per espropri risalenti al 1979 e mai indennizzati. Il prossimo 7 gennaio, al Tribunale civile di Teramo (giudice Francesca Di Bari), si aprirà la vertenza per mettere la parola fine al lungo contenzioso, con la quantificazione della somma da pagare agli eredi dei proprietari terrieri espropriati, forti di una recente sentenza della Cassazione in merito al caso, in cui si evince che le aree private in questione dovevano essere liquidate al momento della stessa occupazione. La prospettiva per l'Ente municipale non è delle migliori, alla luce del conteggio milionario già presentato dalla parte richiedente il risarcimento, difesa dall'avvocato Stefano Flajani, pari a 12milioni di euro per gli anni che vanno dal 2005 al 2017. A questo conto salato, bisognerà poi aggiungerne dell'altro denaro, per il periodo che va dal 1979 al 2005. Potrebbe, quindi, emergere un saldo colossale, forse di ben oltre 25milioni di euro, tale da mettere in ginocchio il Comune che 40 anni fa, dopo accordi di programma per realizzare alcuni edifici, nonché l'odierna sede distaccata del Municipio, in via Bafile, non ha mai onorato il debito. Fino ad oggi le casse di Palazzo di città sono state sempre in attivo ma questa vicenda del passato è riemersa come un incubo, provocando non poche preoccupazioni all'amministrazione in carica che ha incaricato due studi legali associati. Infatti, a difendere il Comune rivierasco, per evitare un pesante tracollo finanziario che graverebbe per diversi lustri sull'intera collettività, saranno gli avvocati Danilo Consorti e Manrico Ciafrè.


(5 Dicembre 2018)
Alba Adriatica - Le proteste per le nuove luci a led arrivano in Consiglio
Il tema č stato affrontato in aula, grazie ad un'interrogazione del consigliere De Berardinis
ALBA - "Sembra di essere a Berlino Est". E' una delle battute ascoltate in consiglio comunale, dopo il caso delle numerose lamentele arrivate a Palazzo di città con l'installazione del nuovo sistema di illuminazione pubblica, a risparmio energetico. Quest'ultimo, ora è sotto accusa proprio per scarsa illuminazione delle vie urbane, ad iniziare da quelle più trafficate, quali viale Della Vittoria e via Mazzini. Il problema è stato affrontato nell'aula consiliare, grazie ad un'interrogazione del consigliere di minoranza Giuliano De Berardinis (nella foto)che ha ribadito più volte che ad Alba c'è meno luce di prima, nonostante i dati tecnici indicati nel contratto Consip riferiscano anche di maggiore potenza rispetto alle precedenti. La percezione visiva, tuttavia, appare poco bella e scadente, nonché inciderebbe in modo negativo anche sull'umore. Il tema, inoltre, è stato analizzato anche dal punto di vista della sicurezza, visto che le zone velate dall'ombra, distanti dal palo, potrebbero favorire azioni ladresche e malintenzionati. L'esecutivo comunale, diretto dal sindaco Antonietta Casciotti, sta seguendo l'ingarbugliata questione, ereditata dalla passata amministrazione che ha affidato il servizio ad esterni, per la durata di 9 anni. Adesso si interverrà, mediante il posizionamento di altri pali dell'illuminazione, per dare più luce in piazza IV Novembre, nella pineta litoranea ma tali opere potrebbero essere considerate fuori dal contratto, per cui potrebbero prevedere un ulteriore conto di spesa. Intanto, è stato approvato il secondo stralcio del progetto luce che metterà in campo fondi per oltre 1milione di euro Interventi, utili anche per ammodernare i vetusti impianti semaforici della cittadina rivierasca.



(3 Dicembre 2018)
Alba Adriatica - Retromarcia per il Nucleo di valutazione dei dipendenti
In consiglio comunale, dopo 4 anni, si č deciso di tornare al servizio dell'Unione dei Comuni
ALBA - Il Comune di Alba Adriatica fa retromarcia per quanto riguarda il Nucleo di valutazione che compila pagelle per i compiti assegnati ai dirigenti municipali. Infatti, nel corso dell'ultima riunione del consiglio comunale, è stato deliberato di tornare ad usufruire del servizio fornito dall'Unione dei Comuni della Val Vibrata utilizzato, fino a 4 anni fa, prima che l'ex sindaco Tonia Piccioni, senza tante remore, decidesse di uscirne, scatenando roventi polemiche politiche. La Piccioni poi, in seguito al traumatico distacco dal nucleo dell'Unione dei Comuni, costituì un organismo di valutazione interna, ancora oggi in funzione ma fino al prossimo mese di giugno. Solo qualche settimana fa, l'esecutivo di Palazzo di città, guidato dal sindaco Antonietta Casciotti, aveva riconfermato il lavoro di esaminare le attività dei dipendenti comunali al professionista, Furio Cugnini, già incaricato dall'ex primo cittadino. L'atto aveva fatto pensare che l'idea di dotarsi di un nucleo di valutazione interno andasse bene anche alla Casciotti e che si potesse procedere sulla stessa strada. La retromarcia dell'odierna amministrazione comunale, invece, ha riportato tutto in mano al nucleo della Città territorio, in cui già sono presenti tutti gli altri Comuni vibratiani. Il dietrofront, oltre, ad avere motivazioni economiche, visto che l'ente municipale albense risparmierà sui costi del servizio condiviso, nasconde anche una certa rivalsa politica sull'operato della passata amministrazione comunale, di centrodestra. Quest'ultima, appena insediata intraprese un duro "braccio di ferro" con gli impiegati comunali, soprattutto, per la questione riguardante la valutazione delle prestazioni su determinati progetti da portare a termine e relativi compensi. Il caso dell'abbandono del nucleo dell'Unione dei Comuni provocò critiche al vetriolo ed interrogazioni consiliari, in modo particolare da parte di alcuni esponenti del Pd che allora occupavano i banchi della minoranza ed ora sono in maggioranza. Se da un lato si pone in evidenza la produttività dei dipendenti comunali, dall'altro non bisogna dimenticare la cronica carenza di personale che caratterizza il Comune, da diversi lustri. Un centro di circa 13.000 residenti che d'estate arriva a quintuplicare, con a disposizione meno di 50 impiegati, su circa 100 di cui avrebbe diritto. Bernardo D'Eugenio

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